Allestire una vasca per ciclidi africani di Luigi Savarese
La passione per i ciclidi africani, come tutte le cose che ti prendono in modo totale,è arrivata all’improvviso durante una visita in un negozio ed era in un periodo in cui in casanon avevo neanche una vasca se non quella da bagno, molto capiente ma non adatta allo scopo, almeno in certe occasioni.La scintilla è nata osservando in una vasca una coppia di Neolamprologus brichardi con un bel gruppo di avannotti, forse per la loro eleganza, forse per improvviso ritorno della passione acquariofila mi sono ritrovato dopo un po’ di tempo ad allestire la mia prima vasca destinata a questi splendidi animali quali i cicli dell’Africa orientale in particolare dei laghi Tanganika e Malawi.
Non so se vi è mai capitato di osservare non di sfuggita in qualche negozio,ma in una vasca arredata apposta per loro questi ciclidi e soffermarvi a guardare i loro movimenti, i loro comportamenti o ancor di più il loro attaccamento alla prole e le splendide livree che sfoggiano nelle loro parate sia di corteggiamento che di difesa del territorio, sono di una bellezza che non ha nulla da invidiare ai ben più noti pesci marini tropicali, che hanno sempre suscitatoed evocato immagini paradisiache con colori sfavillanti, ora a tutto questo aggiungete anche la soddisfazione di ottenere una riproduzione e la scelta è fatta. I colori di questi pesci variano dal blu elettrico dei maschi di Aulonacara Stuartgardi al giallo intenso dei Lamprologus Leleupi o dei Labidochromis Carleus, dalle varietà color arancio dei Pseudotrhopeus Zebra, alle incredibili e innumerevoli tonalità dei TropheusMoori, di sicuro l’acquario dei ciclidi africani non sarà mai scialbo e privo di colori.
Hanno carattere, i ciclidi in genere non solo gli
africani non sono i "soliti " pesci che vagano solitari o in
gruppo per la vasca senza un apparente motivo, il loro
comportamento è sempre dettato da una motivazione quasi
umana, difesa, attacco, conquista della femmina, rapporti
sociali e anche collaborazione interfamiliare,classico
esempio di quest’ultima caratteristica sono i giovani
Neolamprologus Brichardi che aiutano i loro genitori nella
cura e nella protezione degli ultimi nati, cosa che ho
potuto sperimentare direttamente nella mia vasca allestita
apposta per loro.
Dà un’emozione particolare vedere come
questi animali, in dipendenza della loro struttura
familiare, accudiscono i propri avannotti (solo madre o
entrambi i genitori) e li proteggono direttamente o
indirettamentecon la difesa del loro territorio e come
amorevolmente vengano "biascicati" e riportati a casa se si
allontanano più del dovuto.
Anche le modalità di
riproduzione e cura sono varie interessanti, c’è chi per i
propri avannotti scava buche, chi li custodisce in tane,
anfratti o conchiglie e chi "fidandosi solo di se stesso"
pratica l’incubazione orale, cioè custodisce i propri figli
in bocca fino a quando gli è possibile.
La vasca per questi pesci deve essere molto capiente,
infatti per pensare di ospitare una piccola comunità
composta da un paio di specie e 2-3 esemplari per ogni
specie già dobbiamo orientarci verso vasche con almeno
150-200 litri di capacità minima. Questo perchè i ciclidi
hanno bisogno di notevole spazio infatti, essendo
territoriali tendonoad occupare tutto lo spazio a loro
disposizione fino al limite possibile (fine vasca, inizio
territorio altrui). Ovviamente il territorio di ogni
esemplare (in genere il maschio) deve essereabbastanza
grande da permettere un normale comportamento (quindi senza
continue tenzoni con altri maschi) e la convivenza con le
sue (1-3 femmine, che in genere dovrebbero avere dei
microterritori all’interno del territorio del maschio).
Ricapitolando diciamo che le misure iniziali per ospitare
qualche piccola comunità sono 100x40x45 cm, in tale vasca si
può ospitare in modo ottimale dai 3 ai 5 esemplari di una
sola specie in età giovanile per poi dedicarla alla/alle
coppie che si dovrebbero formare. Ovviamente è possibile
ospitare specie diverse, ma in questo caso bisogna aver cura
di capire prima la compatibilità delle stesse e
probabilmente rinunciare alle possibili deposizioni visto
l’esiguo spazio a disposizione.
La vasca ideale non esiste, però da mie esperienze
personali consiglio le normali vasche in tutto vetro con
filtro interno molto capiente, all’incirca il 20% della
capacità dell’intera vasca.
Per quanto riguarda la forma,
eviterei solo quelle bombate o con troppi lati (esagonali
etc..) perché, oltre a non facilitare il compito di
suddivisione dei territori, non permettono una visione
completa della vasca.
Come detto in precedenza il filtro per questo tipo di acquario deve essere abbastanza grande e avere una potenza filtrante molto più alta di una normale vasca. In effetti i ciclidi sono animali che producono molte sostanze di rifiuto per cui il filtro e quindi la capacità di trasformazione di tali sostanze deve essere molto elevata. Anche come potenza della pompa in genere consiglio di sovradimensionare il flusso per cui per una vasca di circa 300 litri sarebbe consigliabile una pompa di almeno 1000 litri orari. Il materiale costituente il filtro ovviamente deve essere ad azione biologica e di alta porosità (facilitare l’insediamento dei batteri) che deve occupare almeno i ¾ del filtro.
Molta luce.
In genere si consigliano lampade a luce
bianca per mettere in risalto i colori dei pesci dato che
inquesto tipo di acquario non ci saranno piante o perlomeno
saranno poche, comunque l’illuminazione deve essere intensa
anche per permettere il crearsi di una copertura biologica
di alghe (hawufucs) di cui in genere i cicli africani si
nutrono.
Prima di partire bisogna avere una chiara idea del tipo di ambiente che si vuole ricreare (lago Malawi,Tanganica) e ovviamente orientarsi verso un gruppo di pesci (specie) provenienti dallo stesso lago. Questo è un consiglio, dato che possiamo anche decidere di avere in acquario specie proveniente da laghidiversi, ma in tal caso, bisogna fare ancora più attenzione nella scelta.Secondo me comunque i risultati migliori e più gratificanti si ottengono allevando pesci di origine comune ma di esigenze diverse tra loro.
Questo varia molto in dipendenza dalle grandezza della vasca, esistono ciclidi che vanno da unadimensione massima di 10 cm a quelli che superano tranquillamente i 30. Ovviamente ciò non vuol dire che se i ciclidi sono piccoli ne possiamo ospitare molti senza problemi, infatti dipende anche dal loro carattere ed esigenze. Una regola che consiglio fermamente è quella di ospitarne al massimo 2-3 specie diverse e possibilmente con caratteristiche diverse, ad esempio una specie che occupa la zona inferiore sabbiosa/ciottolosa con qualche altra che invece occupa la zona relativa alle tane costituite da pareti che si elevano fino alla superficie della vasca e ad un’altra che invece vive nelle acque libere di superficie (Leptosoma).
In genere, come detto in precedenza, bisogna rispettare fin dall’inizio (ideazione dell’acquario) il biotipo d’origine della/e specie che si vogliono allevare, ad esempio per la famiglia delle Aulonocare sarebbe indispensabile allestire oltre alle zone rocciose con tane sul fondo, delle ampie zone sabbiose dove le stesse si tratterrano nella loro attività di predazione di organismi (crostacei,piccoli pesci) che in natura vivono sul fondo sfruttando delle particolari fossette che hanno sul capo per la localizzazione di detti organismi.Per ciclidi così detti conchigliofili (ad esempio Lamprologus Brevis) delle spianate di gusci di conchiglie di dimensioni adeguate. Ovviamente è doveroso ottenere una buona informazione su gli animali da allevare prima di cominciare.
Caratteristica fondamentale di questi animali è il continuo scavare, per cui io opto per sabbia a granulosità fine per facilitare tale attività e come colorazione un coloro non troppo scuro, anche se in alcuni casi si nota che utilizzando sabbia chiara i colori degli animali non vengono messi molto in risalto e tale colorazione può anche non mettere alcuni ciclidi a loro agio.
Non c’è il problema di evitare rocce calcaree per cui, vanno bene anche pietre che di solito vengono usate per il giardinaggio. In particolare vanno bene quelle laviche, le dolomitiche ecc. l’unico consiglio è quello di non scegliere molti tipi diversi ma uno o due per creare una certa armonia d’ambiente magari con qualche zona di transizione tra un tipo e l’altro.
Indispensabili solo se si allevano ciclidi conchigliofili ricreando una zona di gusci vuoti con alcuni abbastanza grandi da ospitare al loro interno gli animali che li utilizzeranno anche per una eventuale deposizione.
In base al numero di "famiglie" e pesci da ospitare
sarebbe opportuno, fare un bel disegnino preventivo, per
cercare di dare una giusta suddivisione dello spazio
disponibile lasciando un buon territorio ad ogni
famiglia-maschio ospite. I territori con demarcazioni
ben visibili sono indispensabili per una giusta
convivenza, è ovviamente molto pratico poi trasferire in
pratica quanto idealizzato su foglio nella vasca, prima di
dare il via al vero e proprio allestimento disponendo le
rocce di base (per la suddivisione dei territori
ipotizzati), ciò ci servirà anche per capire se lo spazio è
effettivamente quello che avevamo supposto o la carta ci ha
falsificato la concezione reale.
Qui ne và della Vostra
arte di compositore di paesaggi subacquei.
Una volta ideata la suddivisione si parte con l’allestimento vero e proprio, posizionando lerocce di supporto su qualche piccolo spessore (per non appoggiarle sul vetro evitando così pericoli di grafi e rotture) e disponiamo poi la sabbia. A questo punto eleviamo le pareti rocciose possibilmente fino alla superficie e creando passaggi, anfratti, tane in modo da rendere il tutto più naturale possibile. A seconda della vasca è possibile ideare paesaggi molto diversi tra loro ad esempio, per vasche molto larghe è molto suggestivo creare una parete rocciosa al centro della vasca digradante poi verso delle spianate sabbiose visibili da almeno tre lati, oppure per vasche rettangolari occupare la parete posteriore e parte delle laterali con le rocce lasciando però dei passaggi creando delle zone di sabbia nascoste e più tranquille. Ad ogni modo come detto in precedenza in questo passo ognuno può dare libero sfogo alla sua fantasia, ricordandosi però prima di tutto di creare le condizioni giuste di vita ai propri ospiti.
In realtà le piante in questo tipo di acquari non sono un elemento fondamentale visto che nei luoghi d’origine che vogliamo ricreare non sono poi tanto presenti. Comunque piante adatte sono tipicamente le Anubias, Microsorium, Vallisneria e muschi.Molto bello e creare qualche roccia o tronchetto (anche adatto ) con sopra legata qualche Microsorium o Anubias che a lungo andare (insieme ai muschi) tendono a ricoprire il supporto.In tutto questo però non dimentichiamo una cosa fondamentale, lasciamo molto spazio libero per nuotare e nel creare tane non facciamole troppo anguste.
Una volta completato l’allestimento si può passare tranquillamente al riempimento della vasca e facendo attenzione a non smuovere il tutto controllando la stabilità delle rocce e lasciamo quindi passare il giusto tempo per la maturazione del filtro, per questo consiglio di lasciar passare almeno 1 mese ovviamente con tutto in funzione, filtro, illuminazione e termoriscaldatore. In generale anche se il lago Tanganica e il lago Malawi presentano valori diversi per quanto riguarda la qualità dell’acqua possiamo orientarci sui seguenti valori :Ph 8-8,5, dGH 15-20 e Kh 12-20. In realtà tali valori sono tranquillamente (almeno dalle mie parti) i valori che possiede l’acqua di rubinetto per cui, in teoria, sarebbe possibile utilizzarla senza particolari problemi, unica attenzione controlliamo i valori dei nitriti,nitrati e fosfati presenti nella stessa e se tali valori dovessero essere troppo alti dovremmo per forza utilizzare acqua RO con l’aggiunta di sali appositamente studiati e acquistabili nei migliori negozi di acquari.I valori suddetti nitriti, nitrati, fosfati con l’aggiunta dell’ammoniaca devono essere sempre controllati, ricordiamoci che i ciclidi sono animali che in genere sporcano parecchio.
E’ in pratica la copertura di alghe e organismi che viene a formarsi in natura sulle rocce ed è in pratica un alimento importantissimo per i nostri animali per cui, dovremmo cercare di incentivare la crescita delle alghe utili per cui diventa importante anche una intensa illuminazione e una qualità di luce tale da incentivare la crescita. Non mi inoltro molto nel discorso su quale tipo di lampade utilizzare anche se in genere vengono consigliate lampade a luce bianca, attiniche e ormai un po’ bistrattate le fitostimolanti, inrealtà esistono molte alternative di combinazioni o di lampade uniche a spettro cosìdetto completo, io lascio ad ognuno la sua scelta.
In genere quello che si consiglia per un normale acquario è di introdurre i pesci pochi per volta iniziando dai classici corydoras, ancistrus etc e poi di raggiungere la popolazione completa in 5-6 mesi. In questo tipo di acquario invece è opportuno introdurre i pesci che si è scelto di allevare tutti contemporaneamente in modo tale da far creare da subito una comunità che si suddivida i territori e stabilisca le proprie leggi di convivenza dato che questi pesci essendo molto territoriali una volta ambientati, non accetterebbero più di condividere la vasca con dei nuovi arrivati che purtroppo, andrebbero incontro, quasi sicuramente ad una fine alquanto cruenta.Questo è il motivo per prima di introdurre i pesci è opportuno lasciar passare molto più tempo per la maturazione del filtro anche magari introducendo inizialmente o dei pulitori abbastanza robusti come ad esempio Plecostomus (che raggiungono una notevole dimensione) o anche Ancistrus dandogli però il tempo di crescere.
Quando abbiamo deciso quali pesci allevare informiamoci preventivamente sulle loro dimensioni massime, comportamento sociale e così via, altrimenti rischiamo di arrivare al punto (se non ci sono altri problemi) in cui succede che quei simpatici pesciolini di pochi cm sono diventati dei killer spietati, o quello a cui tenevamo tanto ormai succube del cattivo di turno vive nascosto tra le rocce e non sappiamo nemmeno più se è vivo o purtroppo morto. Questo in genere vale sempre ma per i ciclidi il discorso è accentuato.Creare delle comunità bene armonizzate è il compito più delicato, quindi, non lasciamoci trasportare dagli stupendi colori o forme acquistando a più non posso e in modo casuale, ma prima non mi stancherò mai di dirlo, informiamoci sulle dimensioni, sulle fasce d’acqua occupate (fondo,superficie) sui bisogni sociali (di gruppo, solitario, monogamo, o maschio con più femmine) e cosa importantissima sul tipo di alimentazione. Su quest’ultimo punto infatti anche dobbiamo stare attenti, avere in vasca pesci con alimentazione spiccatamente vegetariana (Tropheus del tanganica ad esempio) e pesci con alimentazione carnivora (Aulonocara del Malawi) sarebbe sicuramente dannoso per i primi se nutriti ad esempio con elevati dosi di mangime a base animale.
In ogni caso comunque le rivalità saranno quasi inevitabili, per cui nella maggior parte dei casi saremo costretti nostro malgrado, ad assistere (eventualmente prendendoprovvedimenti allontanando ospiti messi a mal partito o troppo aggressivi dalla vasca riportandoli indietro al negoziante sperando che collabori), a lotte per la spartizione del territorio o la instaurazione di una gerarchia all’interno della comunità, successivamente anche eventuali riproduzioni potranno far scattare istinti di protezione maggiore del territorio e quindi aumento dell’aggressività. Questo comporta di avere l’accortezza di non affollare troppo la vasca ma anzi sottodimensionare la popolazione, anche se in realtà c’è chi è fautore di una sovrappopolazione che inibisca l’eccessiva aggressività, io mi distacco da tale teoria.
Stabilita la comunità iniziale bisognerà seguire l’andamento della stessa valutando se tutto và per il meglio, se i pesci hanno comportamenti normali specialmente nei primi periodi di coesistenza. Per l’allevamento corretto è di fondamentale importanza l’alimentazione che deve necessariamente rispettare le esigenze di ogni specie, variando molto ove consentito e integrando per i vegetariani con composti a base di verdure sbollentate come spinaci, zucchine e altro, comunque anche basandosi solo sul cibo specifico in vendita abbiamo notevoli possibilità di variare, importante comprare per i vegetariani mangimi a base di spirulina (particolare alga) e di congelati (chironomus, artemie, krill) per i carnivori. Attenzione in ogni caso a non abbondare con il cibo fonte di notevole inquinamento.
La vera soddisfazione per ogni acquariofilo e scoprire quei piccoli esserini vagare in un nugoletto intorno ai propri genitori, che a parte la soddisfazione in se dell’avvenimento, in genere sono la conferma di aver condotto l’acquario nel modo migliore possibile fino al punto di favorire la riproduzione dei propri animali. Esistono comunque ciclidi estremamente prolifici e quindi molto adattabili alle condizioni generali della vasca come ad esempio i NeolamprologusBrichardi, altri più esigenti come Aulonocara, Tropheus ecc. Molto comunque dipende anche dalla tipologia di riproduzione, esistono infatti gli"incubatori orali" cioè specie che allevano i propri avannotti in bocca fino alla raggiunta supposta maturità per affrontare il mondo esterno, chi depone in anfratti, chi in spazi liberi per cui,ognuno deve ritrovare le proprie condizioni vitali che probabilmente sono difficili da ricreare tutte insieme per cui per non tutti riusciremo nell’intento a meno di non limitarci nell’allevamento in vasca di 1 o max 2 specie.
Dedicare ai ciclidi vasche al disotto di 150 litri
Sottodimensionare la portata del filtro
Sovrappopolare la vasca
Introduzione di specie con
esigenze troppo uguali o troppo diverse
Introduzione di
animali in tempi diversi
Alimentazione scorretta e
sbilanciata
Sicuramente ci vuole un po’ d’esperienza maturata con pesci meno esigenti, ma a tempo debito dà notevoli soddisfazioni e voglia di cimentarsi con tante specie che sono interessantissime sia di aspetto che di comportamento e abitudini. In anni di passioni posso sicuramente dire che i miei più bei momenti passati davanti all’acquario sono stati quelli passati osservando indipendentemente dalla provenienza questi stupendi animali appartenenti alla famiglia del ciclidi.