Questo articolo è rivolto a tutti coloro abbiano da poco un
acquario o meglio, che abbiano deciso di allestirne uno per provare questa
bellissima esperienza che ci mette a contatto diretto con un mondo affascinante
che il più delle volte è rimasto nel nostro immaginario.
Questo articolo non
vuole essere una guida assoluta, ma semplicemente una comunicazione di
esperienze di un appassionato per tentare di far evitare al neofita degli errori
che porterebbero sicuramente l’acquario a sparire dalla casa e dalla mente.
Acquisto dell’acquario
La dimensione della vasca
determina la quantità di pesci che potrete introdurre nella stessa. Non solo per
questo motivo si dice che un acquario è migliore quanto più è grande, una vasca
grande è più stabile di una piccola, richiede in proporzione minor manutenzione,
i valori chimici dell'acqua si altereranno più lentamente e vi daranno più tempo
per correggere gli errori. Comunque, non è molto saggio cominciare con una vasca
da 2000 litri, anche perché una grande vasca è un GRANDE investimento economico.
Un buon compromesso tra economicità e grandezza può essere una vasca da 70-100
litri. Comunque non solo il prezzo devo guidare la vostra scelta, valutate bene
anche le dimensioni della stanza in cui lo collocherete e non meno importante
cercate di posizionarlo lungo una parete portante (gli acquari pesano, e pesano
molto!)
Ultima nota è sulla qualità della vasca che dovrà durare a lungo
per cui vale sempre la pena di spendere qualcosa in più piuttosto che dover
procedere al cambio dopo breve tempo vuoi per tenuta, vuoi per scarsa qualità
dei vetri ecc.
Tecnicamente preferite vasche che abbiano:
*filtri interni
siliconati al vetro o al più filtri esterni, evitate quelli volanti che si
attaccano con ganci o ventose che sono poco affidabili e pericolosi per i
piccoli pesci che andrebbero ad infilarsi tra il filtro e il vetro
*una
adeguata illuminazione o che perlomeno permettano l’aggiunta di lampade
*che siano abbastanza comode per le operazioni di manutenzione
che dovremo effettuare.
Posizionamento dell'acquario
Dopo aver acquistato l'acquario, bisogna decidere dove
collocarlo, e cioè in un posto che sia al riparo dalla luce solare diretta
(evitare ad esempio di porlo di fronte ad una finestra), e in un posto che sia
in vista, ma tranquillo.
Accertatevi poi di avere un tavolo dove appoggiarlo, altrimenti
dove avete provveduto per l'acquario sono in vendita tavoli specifici per
acquari. Se ne avete uno assicuratevi che questo tavolo o base di appoggio sia
ben stabile, perché, si pensi che, tra peso dell'acquario, peso dell'acqua, e
peso degli accessori, si possono raggiungere facilmente per un acquario medio i
120 kg.
Tra la base di appoggio e l'acquario (se l’acquario non è
planciato è importante inserire un pannello di polistirolo espanso di spessore
di circa 2 cm e di ampiezza uguale a quella della base dell'acquario.
Un acquario ha bisogno di luce
La cosa migliore è
utilizzare dei neon, costano poco e fanno risparmiare sulla bolletta ma
soprattutto producono molto meno calore delle lampade ad incandescenza.
Attenzione però, i neon, se volete tenere delle piante vive, non potranno essere
quelli comuni, dovranno essere neon specifici per le piante, infatti i vegetali
sono molto più esigenti dei pesci, con le luci. Una luce corretta è una delle
regole di base per far crescere al meglio le vostre piante.
In genere si
consiglia almeno una potenza di 0,5 watt per litro d’acqua, il che vuol dire che
per un acquario di 100 litri occorrono circa 50 watt.
Ora 50 watt possono
essere due lampade da 25 watt l’una e possibilmente con spettro luminoso
differente, cioè dovendo garantire un copertura più ampia e simile possibile
allo spettro solare conviene acquistare lampade di differente tipologia. Un
esempio è quello di associare una lampada con LUCE BIANCA ad una FITOSTIMOLANTE.
Ovviamente esistono svariate tipologie di lampade ognuna adatta ad una
particolare situazione (Piante, Invertebrati ecc..).
Per quanto riguarda il
tempo di illuminazione, si devono tenere accese per circa 10 ore al giorno e
ricordarsi di cambiarle dopo al massimo 7 mesi di uso, dato che lo spettro
luminoso si esaurisce anche se la lampada sembra ancora valida.
In presenza
di molte piante, è conveniente cambiarle non tutte insieme ma a distanza di
circa 15 giorni l’una dall’altra, per evitare che una variazione brusca del tipo
d’illuminazione le danneggi.
Importanza e sistemazione filtro
biologico
Il filtro è il cuore dell’acquario, infatti esso ha la funzione
di mantenere stabile l'ambiente degradando tutte quelle sostanze inquinanti che
i pesci e le piante in decomposizione producono, ve ne sono di vari tipi, ma
sicuramente, per acquari da 70-100 litri il più efficiente è quello
meccanico-biologico interno. E' un filtro posto all'interno dell'acquario diviso
in vari scomparti (3 in genere) che funziona con una pompa che aspira acqua
dalla vasca facendola passare attraverso vari materiali filtranti, alcuni dei
quali svolgono un'azione meccanica (lana perlon) rimovendo le particelle in
sospensione e depurando dallo sporco più grossolano l'acqua, altri hanno una
funzione biologica, fungendo da substrato per i batteri aerobi (che vivono in
presenza di ossigeno) e anaerobi (che vivono in assenza di ossigeno) che hanno
il compito di degradare i composti inquinanti trasformandoli secondo il ciclo
dell’azoto in ammoniaca (o ammonio), nitriti e infine in nitrati, l’acqua infine
viene spinta fuori dalla pompa e reintrodotta in vasca. L’ultimo elemento della
trasformazione, cioè i nitrati sono sfruttati dalle piante come elemento
nutritivo, quindi una buona presenza di piante aiuta a mantenere l'acquario in
un buon equilibrio biologico.
Nel filtro inoltre generalmente uno scomparto
(il primo, quello dove l’acqua entra) è riservato al termoriscaldatore che
chiaramente ha il compito di tenere l’acqua alla giusta temperatura (per acquari
tropicali).
La modalità preparazione e allestimento del filtro è la
seguente:inserire circa 10-15 cm di altezza i cannolicchi in ceramica nel
secondo e terzo scomparto, inserire 3-4 strati di lana sintetica al disopra del
materiale ceramico in entrambi gli scomparti suddetti, lasciando nel terzo
scomparto lo spazio per la pompa. Inserire poi la pompa, collegando un tubo in
pvc (uso acquariofilo) alla bocchetta di uscita della pompa facendolo poi
passare nell'apposita apertura che permette all’acqua di defluire in acquario,
posizionare il riscaldatore nel primo scomparto regolando lo stesso ad una
temperatura intorno ai 25-28 °C a seconda dei pesci ospitati (attenzione bisogna
fornirsi anche di un termometro per uso acquariofilo per il controllo della
temperatura stessa), ma senza collegare nulla alla presa di corrente (questa
sarà l’operazione finale).
In genere è sempre utile riservare anche un po’ di
spazio libero nel secondo scomparto per poter inserire nell’eventualità
ulteriori materiali filtranti, come carbone attivo o torba che hanno particolari
caratteristiche e che vanno utilizzati in alcune occasioni o per il mantenimento
e allevamento di particolari pesci.
Schema del semplice filtro descritto

Diamo ora un elenco di materiali filtranti di uso più
frequente divisi per tipo di filtraggio effettuato:
Azione meccanica
Lana perlon e
spugnette varie (queste ultime in genere associate a
particolari filtri interni a corpo chiuso). Sono quei materiali sintetici che
vengono utilizzati per la prima fase di depurazione dell’acqua dalla sporcizia
più grossolana e come ultimo strato filtrante prima della reimmissione
dell’acqua in acquario. Tali materiali sono gli unici che vanno puliti
periodicamente e sostituiti all’occorrenza.
Azione biologica
fungono da substrato per i batteri che hanno il compito di decomporre le
sostanze inquinanti trasformandoli secondo il ciclo dell’azoto in ammoniaca (o
ammonio), nitriti e infine in nitrati.
Materiali ceramici (Cannolicchi)
o altri materiali inerti a grande porosità.
Azione
chimica
Hanno la proprietà di modificare le
caratteristiche chimiche dell’acqua, agiscono sui valori della durezza e del PH
più o meno in dipendenza dei valori presenti in vasca.
Resine a scambio ionico agiscono prevalentemente
sui valori della durezza abbassandone il valore, da non usare mai in acquari
popolati, ma solo per il trattamento preventivo dell’acqua. Sconsigliato
l’utilizzo, meglio utilizzare acqua ad osmosi.
Torba agisce
prevalentemente sul valore del PH dato che rilascia acidi umici che portano
l’acqua verso valori acidi. Inoltre come effetto secondario colora l’acqua dando
un effetto ambrato tipico di alcuni habitat amazzonici.
Azione adsorbente
Hanno la proprietà eliminare
dall’acqua sostanze di rifiuto o coloranti difficilmente degradabili, va usato
solo in particolari condizioni (es. dopo trattamento con medicinali o per
eliminare colorazioni non desiderate)
E’ da evitare un filtraggio continuo
con tale materiale perché dall’acqua non vengono prelevate solo sostanze di
rifiuto, ma anche importanti minerali e oligoelementi.
Carbone attivo, iperattivo ecc.
Per ulteriori
informazioni o dubbi su filtro e materiali filtranti si consiglia di chiedere
all’esperto del negozio.
Allestimento della vasca vera e propria
Se quanto detto fino ad ora vale in genere per qualsiasi acquario d’acqua dolce,
la parte di cui ora andiamo a parlare non può essere generale ma può variare a
seconda del tipo di acquario (Habitat o biotipo) che vogliamo realizzare.
Infatti dato che in natura esistono svariati ambienti che si differenziano sia
per la fauna che la flora che lo abitano, sia per le peculiarità intrinseche che
li caratterizzano, dovremo decidere sin da principio quale ambiente vogliamo
realizzare. Un esempio di biotipi differenti sono un lago africano o un fiume
amazzonico, differenze sostanziali tra questi due ambienti sono sia le
caratteristiche morfologiche del posto sia le caratteristiche chimiche
dell’acqua.
Nel primo caso ci troviamo di fronte ad un ambiente roccioso e
quasi privo di piante con acqua dura e chiara, nel secondo in genere abbiamo un
ambiente con una buona vegetazione e un’acqua molto tenera e più o meno ambrata.
E’ chiaro che ambienti di questo tipo sono abitati da animali che hanno esigenze
completamente diverse e che quindi non possono coesistere nello stesso acquario,
buona regola quindi e che prima di iniziare l’allestimento della vasca ci
documentiamo e decidiamo quale ambiente o pesci attirano di più il nostro
interesse per poter realizzare un habitat più vicino possibile alle loro
esigenze.
I vari biotipi più comuni sono :
Laghi Africani (Malawi,
Tanganica, Vittoria)
Fiumi Africani
Amazzonico
Asiatico
Salmastro
Acquario di Comunità
L’ultima voce dell’elenco comunque indica un ambiente non
proprio dedicato ad un biotipo particolare ma, costruito in modo tale da
soddisfare le esigenze di pesci che hanno necessità simili anche se non
provenienti magari da un solo habitat, in modo tale da poterli far convivere
nella stessa vasca. Deve essere ovviamente chiaro che comunità non deve essere
sinonimo di … fritto misto!!!.
E’ in quest’ultimo caso sempre meglio
rivolgersi al negoziante per ottenere notizie sulla compatibilità delle specie
che si vorrebbero allevare.
Continuiamo ora con la descrizione su come allestire il nostro
acquario prendendo a riferimento proprio l’ultima tipologia vista.
Preparazione del fondo
Acquistare e inserire dopo averlo lavato dalla sporcizia grossolana uno strato di ghiaietto (sabbia, quarzo
o policromo) di circa 1 cm il fondo della vasca poi ricoprire con uno spessore
crescente di circa 2 cm nella parte anteriore fino a 4-5 cm nella parte
posteriore di fertilizzante a grani medi. Ricoprire ancora con ghiaietto dopo
averlo ben lavato, disponendo con spessore iniziale di 2-3 cm anteriormente e
arrivare in fondo a 10-12 cm, questo per dare una dimensione prospettica a chi
guarda l'acquario, che va dal basso verso l'alto, naturalmente si possono creare
terrazze, e profili vari secondo la propria fantasia.
Adesso inserire altro
materiale d'arredamento, come pietre non calcaree, tronchetti, facendo
attenzione a lasciare lo spazio in cui si vogliono inserire le piante.
Preparazione e inserimento dell'acqua
Anche per questa operazione occorrerebbe ricordare il distinguo tra le varie
tipologia delle acque, comunque proseguiamo descrivendo la preparazione per il
nostro acquario di comunità.
Per quanto riguarda la qualità dell’acqua ci
orientiamo verso una durezza medio bassa e un PH neutro vale a dire dGH 8-10, Kh
6-8 e Ph 6,5-7 una tale acqua si può ottenere miscelando acqua di rubinetto con
acqua ad osmosi in percentuale che ora vediamo.
Se l'acquario è da 80 litri, solo per la prima volta la
percentuale dell'acqua è 50% del rubinetto cioè 40 litri, e 50% acqua ad osmosi
(reperibile nel negozio d'acquari), altri 40 litri. E’ chiaro che i valori
dell’acqua vanno misurati per controllare se abbiamo ottenuto i valori che ci
eravamo prefissati, in caso contrario possiamo correggere i valori introducendo
acqua osmotizzata o di rubinetto a seconda dell’acqua ottenuta in precedenza.
Una volta raggiunti i valori desiderati, i cambi d’acqua successivi (ogni 10
giorni circa) devono essere effettuati con acqua che abbia gli stessi valori di
quella dell’acquario, sempre nell’ordine del 10-20 % del totale della capacità
della vasca.
L'acqua và sempre inserita lentamente nell'acquario, e
posizionando sul fondo un piatto da cucina in modo tale da non smuovere il fondo
di ghiaietta. Infine si ricorda di inserire nell'acqua una dose consigliata
nella confezione, del biocondizionatore dell'acqua, che serve per neutralizzare
le sostanze nocive dell'acqua come il cloro, che altrimenti sarebbero dannose
per i pesci.
Inserimento delle piante
L'inserimento delle piante può essere effettuata subito o dopo qualche giorno.
La pianta quando viene acquistata si presenta sistemata in un vasetto con della
fibra sintetica che delicatamente deve essere rimossa e non inserita in acquario
dato che potrebbe contenere sostanze per il mantenimento della pianta stessa ma
dannose se immesse in acquario, quindi sotto il rubinetto pulire e tagliare
qualche cm di radice. Una volta pulita e sciacquata la pianta và inserita nelle
sabbia nel punto scelto delicatamente facendo attenzione ad inserire le radici
bene nella sabbia possibilmente rivolte verso il basso, ma senza interrare
eccessivamente, ulteriore operazione prima di inserire la pianta in vaca è
magari quella di potare leggermente le radici.
Così si applicheranno le
piante a crescita rapida e alte (in genere tutte quelle a stelo) sul fondo
mentre quelle a crescita lenta e basse sul davanti.
Come consiglio è bene immettere in vasca inizialmente tutte
quelle piante a rapido sviluppo (in genere quelle a stelo) che hanno il
vantaggio di dare una grossa mano alla maturazione iniziale della vasca.
Attivazione dell'impianto
Terminate tutte le operazioni di installazione di filtro, fondo,
arredamento ecc., si può avviare l’acquario inserendo le spine nella presa di
corrente, facendo attenzione che tutti gli impianti elettrici sia protetti
rispetto agli schizzi e all’umidità generati dell’acqua.
Adesso l’acquario è
avviato, ma non è ancora biologicamente pronto ad ospitare i pesci, questo
perché affinché si inneschi il meccanismo batteriologico del filtro occorrono
alcune settimane e questa attesa, si può abbreviare in due modi.
Uno è
quello di acquistare batteri da mettere nel filtro e dopo 3-4 giorni si possono
cominciare a introdurre i primi ospiti, oppure se si possiede qualche altro
acquario sano, prelevare una piccola parte di lana perlon, materiale ceramico e
immetterlo nel filtro, anche questo modo fa scattare la proliferazione e la
trasformazione dei batteri.
Inserimento dei primi pesci
Quando l'acquario sarà pronto secondo il modo che avete scelto per arrivare alla
formazione e l'innesco dei batteri si possono acquistare i primi pesci. E’
sempre auspicabile acquistarne inizialmente pochi (magari i cosiddetti
"pulitori") per dare la possibilità al filtro di maturare pian piano senza un
carico eccessivo di sostanze da decomporre, arrivando al completo popolamento
entro alcuni mesi. Ricordiamo comunque che per raggiungere la completa
efficienza il filtro ha bisogno di funzionare almeno 6 mesi, in tal senso si
raccomanda ancora di non lavare assolutamente il materiale filtrante ad azione
biologica, ma solo quello ad azione meccanica (lana perlon o spugnette).
Nella scelta dei pesci, non facciamoci guidare dall’aspetto estetico ma
valutiamo insieme al negoziante (che si suppone persona esperta e onesta), quali
specie possiamo introdurre nella vasca allestita tenendo presente vari aspetti
come ad esempio:
Dimensioni del pesce da adulto
Comportamento
Compatibilità con gli altri presenti in vasca
Zona
dell’acquario preferita (fondo, superficie, livelli medi dell’acqua)
Vediamo adesso come inserire i pesci nell’acquario.
Questa fase è
molto delicata e dobbiamo affrontarla con molta calma senza lasciarci prendere
dalla voglia di veder scorazzare subito i pesci acquistati nella vasca.
Il
modo di procedere è il seguente:
porre il sacchetto con i pesci nella vasca
aspettando circa 15 minuti affinchè la temperature dell’acqua del sacchetto e
quella della vasca diventino uguali.
Dopo di ciò si fanno dei rabbocchi con
l'acqua dell'acquario in piccole quantità ogni 5 minuti in modo che i pesci si
abituino alle nuove caratteristiche chimiche dell’acqua dell’acquario, dopo
circa mezz'ora si prendono i pesci con un retino e si mettono in acquario,
l'acqua del contenitore va buttata.
Questa tecnica deve essere sempre
rispettata per tutti gli acquisti futuri.
Come detto in precedenza è
consigliabile inserire per primi i così detti "mangiatori di alghe e/o pulitori"
fra cui: Ancistrus sp. e Crossocheylus siamensis, Corydoras ecc. lasciandoli per
qualche settimana da soli dopo si potranno inserire altri gruppi di pesci sempre
a distanza di qualche settimana un gruppo dall’altro, questo per dare tempo al
filtro di maturare poco per volta senza dare subito un grosso carico di sostanze
di rifiuto.
L'alimentazione corretta
Il cibo è una delle poche cose su cui non bisogna assolutamente cercare di risparmiare,
meglio comprare cibo di marca e non comperare il cibo dei supermercati che
magari costa un decimo di quello dei rivenditori di settore, ma un motivo ci
deve ben essere! comunque non è neanche corretto spendere un capitale in cibo,
la via di mezzo è sempre la migliore.
Cosa importante come la qualità e la
varietà, bisogna dare ai nostri ospiti una varietà di cibi che cerchino di
completare il più possibile la loro dieta ed anche in questo caso ci sono
differenze, infatti ci sono pesci carnivori, vegetariani, onnivori ecc., per cui
è sempre opportuno informarsi sulle abitudini alimentari dei pesci ospitati e
variare il più possibile.
Ci sono moltissimi tipi di cibo per pesci oggi in
commercio, i tipi più comuni sono i fiocchi, le pastiglie e steak, cibo
liofilizzato, cibo congelato, cibo vivo, e cibo in alcuni casi preparato in
casa.
Fiocchi
I fiocchi sono il cibo più comune che la maggioranza degli
acquariofili da ai propri pesci, ma questo non vuole dire che i fiocchi siano il
miglior cibo per pesci. Se utilizzato propriamente, i fiocchi possono essere una
parte della dieta dei pesci dato che ne esistono in diverse composizioni, ma
bisogna ricordare che come per i nostri alimenti secchi, i fiocchi si
deteriorano rapidamente se rimangono per lungo tempo esposti all'aria aperta,
perciò, a meno di non avere molti acquari e pesci, meglio resistere alla
tentazione di comperare una confezione famiglia di fiocchi perché si risparmia.
Pastiglie, Steak e Wafer
Questa classe di cibo contiene vari alimenti in forma essiccata ed è fornito in pastiglie, steak,
wafer, o altra forma.C'è una varietà di steak galleggianti, per i ciclidi e
altri per i grandi pesci dello stagno come i Carassi Dorati e i Koi.Gli steak
galleggianti vanno bene, ma possono dare dei problemi, il modo migliore per
somministrare lo steak galleggiante è quello di lasciarlo ammollo e poi di
somministrarlo.
Un tipo speciale di cibo è il wafer di alghe. Questo speciale
alimento è progettato per pesci che mangiano le alghe come gli Otocinclus, ma in
generale per tutti i pesci da fondo che mangiano alghe. Queste pastiglie non
devono essere somministrate in quantità eccessiva, ma solo come integrazione
della dieta per i pesci che si nutrono di alghe.
Cibo liofilizzato
Molti organismi sono disponibili come cibo per pesci in forma liofilizzata, ad
esempio l'artemia salina, dafnie, chironomus e altro, essi sono molto ricchi di
vitamine e molto nutrienti e non hanno problemi di eventuali elementi patogeni.
Cibo congelato
Il cibo congelato è particolarmente delicato,
visto che la catena del freddo deve essere sempre mantenuta e che una volta
scongelato va consumato o gettato via. Non ricongelate il cibo scongelato,
potrebbe essere tossico per pesci! Un'altra cosa da tenere ben presente è quella
di scongelare bene questo tipo di cibo, e prima di somministrarlo assicurarsi
che la sua temperatura sia uguale a quella dell'ambiente.
Anche in questo
caso esistono notevoli varietà in vendita presso i negozi specializzati.
Cibo vivo
Il cibo vivo è forse il migliore di tutti i cibi per pesce, ma sfortunatamente,
è piuttosto costoso e difficile da usare ogni giorno.
Chi ne ha la
possibilità può trovarlo o allevarlo in proprio e nel caso di prelievo in natura
bisogna prestare attenzione da dove si preleva o meglio assicurarsi che l’acqua
non sia ricca di elementi patogeni, comunque è sempre meglio lavare
abbondantemente il cibo raccolto in natura.
Artemia Salina
Questi crostacei d'acqua salata possono essere fatti nascere da
uova essiccate, acquistati in un stato completamente adulto (sempre in vendita
nei negozi del settore).
Se si acquistano le uova di artemia una volta
schiuse si possono allevare fino allo stadio adulto mediante appositi mangimi.
L'artemia salina appena schiusa si utilizza per alimentare gli avannotti, che
traggono grande giovamento da questo tipo di alimentazione.
Per quanto riguarda le regole di somministrazione, bisogna dire
che i pesci possono essere alimentati più volte al giorno ma solo quanto
riescono a mangiare in pochi minuti, in pratica bisogna assicurarsi che non
resti cibo inutilizzato in vasca dato che ciò comporterebbe una alterazione
dell’acqua con un aumento delle sostanze in decomposizione. Inoltre cerchiamo di
non trascurarli e di essere abbastanza regolari nella somministrazione, anche se
c’è chi consiglia un giorno di digiuno settimanale nel quale si approfitta per
effettuare la manutenzione dell’acquario.
Le quattro regole
dell’alimentazione sono quindi: Qualità, Varietà, Parsimonia e Regolarità
Manutenzione dell'acquario
Come molte altre cose nella vita, gli acquari hanno bisogno di manutenzione.
Anche se oggi con
l’aiuto di nuovi materiali e tecnologie si sta cercando di ricreare ambienti
autosufficienti, essendo l’acquario un "universo" chiuso e quindi incapace
interagire con gli altri elementi della natura, tocca a noi ripristinare e
soprattutto mantenere un equilibrio biologico all’interno della vasca.
Le
operazioni fondamentali per la manutenzione sono diverse e di diverso periodo di
applicazione, esse sono ad esempio il cambio parziale d’acqua, misurazione dei
valori dell’acqua, pulizia del fondo, pulizia dei vetri, pulizia del filtro
(lana perlon) ecc.
Si consiglia di seguire il seguente schema completo per una
corretta manutenzione dell'acquario.
Operazioni Giornaliere
Controllo temperatura
Controllo pesci
Controllo attrezzature
Operazioni Settimanali
Controllo valori
chimico-fisici acqua
Eliminazione delle foglie morte
Pulizia dei vetri dell'acquario
Operazioni Quindicinali
Cambio parte acqua (15-20 % della capacità della vasca)
Pulizia incrostazioni lampade
Pulizia del fondo
Pulizia
filtro (lana Perlon o spugne)
Ripristino del livello acqua (acqua ad osmosi)
Conclusione e consigli specifici
Questo articolo può avere delle integrazioni o dei
miglioramenti, ma il concetto di realizzare e allestire un acquario spero sia
ampiamente chiarito.
Si consiglia di usare prodotti conosciuti, sia per
l'arredamento, sia per l'alimentazione, sia per la gestione totale
dell'acquario, non eccedete con l'alimentazione, inserire nell'illuminazione un
timer per far si che sia anche per i pesci notte e giorno, si ricorda che le
piante hanno bisogno circa 10-12 ore di luce artificiale, mai quella naturale
con raggi diretti solari in quanto farebbero crescere le alghe.
Notate con attenzione ogni singolo cambiamento o trasformazione che avviene
all'interno del vostro acquario, esso è un micro-cosmo dove esiste la vita, dove
possiamo vedere e imparare che ogni essere è importante ed ha le proprie
esigenze e le proprie necessità. Ogni animale và trattato con amore e rispetto
cercando di dargli un ambiente adatto, anche perché ricordiamocelo,
non ha
scelto lui di vivere in cattività.